Guida al credito d’imposta
ricerca sviluppo e innovazione

Mai come in questo delicato periodo storico, sono tanti gli imprenditori e i manager che si trovano a fare i conti con la riapertura delle attività in sicurezza e l’adeguamento degli spazi di lavoro alle nuove normative, con conseguenti e necessarie spese non previste a calendario. A supporto e incentivo nella ripresa di tutte le attività un ruolo fondamentale è giocato dal credito dimposta. Come ricorrere a questo prezioso e vantaggioso strumento? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sull’argomento. 

 

Che cos’è il credito d’imposta? 

Per credito d’imposta si intende un beneficio fiscale che il contribuente vanta nei confronti delle casse dello Stato. Si può usufruire di questo vantaggio per compensare eventuali debiti, per il pagamento delle imposte dovute oppure se ne può richiedere il rimborso nella dichiarazione dei redditi.  

 

A chi è rivolto il credito d’imposta, quando e come fruirne? 

Il credito d’imposta è usufruibile dalle imprese di tutti i settori, di ogni dimensione e su tutto il territorio nazionale. Viene calcolato in percentuale sulle spese ammissibili e indicato nella dichiarazione dei redditi.  

Per accedere al credito d’imposta è necessario predisporre una relazione tecnica sulle attività svolte, certificare i relativi costi e notificare il ricorso all’agevolazione presso al Ministero dello Sviluppo Economico. Solitamente, è possibile fruire del bonus a decorrere dall’anno successivo a quello in cui sono stati sostenuti i costi.  

Tale credito è usufruibile esclusivamente in compensazione ai pagamenti effettuati tramite modello F24, utilizzando il codice tributo indicato dall’Agenzia delle Entrate.  

 

Credito d’imposta, ricerca e sviluppo e innovazione e design: le grandi novità del Piano Transizione 4.0 

Gli strumenti a supporto delle imprese non si esauriscono qui. Il credito d’imposta in ricerca e sviluppo e innovazione è uno strumento diretto a incentivare gli investimenti in innovazione delle imprese. Questa tipologia di agevolazione è stata istituita col decreto-legge 145/2013, successivamente riformata con la legge di bilancio 2020 

L’obiettivo di questo strumento, che rientra in quello che è stato battezzato “Piano Transizione 4.0”, è quello di stimolare la spesa privata in ricerca, sviluppo e innovazione, al fine di sostenere la competitività delle imprese e favorire i processi di transizione digitale. 

Tale strategia prevede un investimento di 7 miliardi di euro spendibili in tre ambiti: 

  1. Credito Ricerca & Sviluppo, Innovazione e Design: vengono incentivate attività di ricerca e sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico, realizzazione di prodotti / processi innovativi così come attività di design e ideazione estetica svolte da imprese nel settore del design e del Made in Italy; 
  2. Credito Formazione 4.0: si stimolano gli investimenti delle aziende nella formazione del personale sulle materie aventi ad oggetto le tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale; 
  3. Beni strumentali nuovi: si incentivano le imprese che investono in beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati o in beni strumentali immateriali funzionali ai processi di trasformazione 4.0. 
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